Penso che quando si danno giudizi, si fanno commenti su abitudini, usi e costumi di popoli ad altre latitudini, con problemi ed esigenze differenti dalle nostre, a parte sciacquarsi cervello, bocca e dita prima di parlare e scrivere, bisognerebbe quantomeno conoscere profondamente abitudini, stili di vita, caratteristiche e problematiche di territorio, di società, di politica di tali popoli e latitudini.

Prima di esporsi con dichiarazioni di qualsiasi tipo, bisognerebbe almeno aver trascorso dei periodi di mesi o anni in tali posti, non per la vacanza esotica e costosa nel resort o con le guide turistiche, ma vivendo e lavorando in mezzo alla gente, cioè quello che fanno reporters e giornalisti inviati all'estero e chi per lavoro o per missione vive anni in tali luoghi, rischiando la propria incolumità o perdendo la vita purtroppo a volte.
Poi forse e se richiesto, a fronte di tali esperienze dirette, una persona sarà in grado di formulare pareri, opinioni, forse suggerimenti e comunque avrà una visione di certo più ampia di chiunque, me incluso, si limiti a smanettare da dietro una tastiera di pc o smartphone, comodamente o scomodamente seduto in casa o in ufficio, bar, ristorante, parco o dove diavolo sia.
Penso che bisogna esserci su un territorio, viverlo o averci passato del tempo, molto tempo, essersi relazionati a vario titolo con gente del luogo, essersi confrontati con molta umiltà e apertura d'animo per capire cosa diavolo succede in posti lontani da noi, o anche relativamente vicini ma con cultura, abitudini e tradizioni diverse. Bisogna conoscere la storia dei popoli di cui ci si azzarda a commentare fatti e misfatti e del territorio sul quale vivono o su cui non riescono a vivere perché gli viene sottratto con la violenza.
Bisogna avere l'umiltà di leggere, studiare, informarsi da tante fonti, sempre, per ogni cosa, altrimenti é più saggio e sano astenersi sia pubblicamente che in contesti privati, da commenti scontati e prevedibili, che denotano zero approfondimento e conoscenza ed evidenziano, oltre a profonda ignoranza, populismo e razzismo, conditi da violenza verbale aperta o mal celata.
Il mio discorsetto (del tubo per qualcuno, di certo) vale un pò per tutto, dalla politica nostrana, ai delitti e reati di casa nostra (e cosa nostra), alle relazioni internazionali, ai problemi ed emergenze sanitarie ed ambientali e lo penso soprattutto con riferimento a persone di medio e alto profilo che non solo qui dentro si sbilanciano, investiti da non si sa quale carica o nomina, ad ogni piè sospinto con dichiarazioni che trovo raccapriccianti, offensive e condite da razzismo gratuito e profondo, fondato su ignoranza e preconcetti medievali.
Poi ovviamente ci sono ignoranti, cafoni, gente che ha bisogno fisico di creare polemiche e battibecchi inutili, perché ha tempo da impiegare nelle 24 ore, sono gli informati da Dr google, Prof. instagram, M° Fbook e Madame tik-tok, che per me non fanno testo, li lascio volentieri al loro modello culturale, d'espressione e di informazione.
Della mia cerchia di conoscenze dirette e indirette non faccio nomi neanche sotto tortura, ma alcune di queste persone mi hanno deluso profondamente per i loro contenuti sui social su determinati argomenti e temi diciamo un pò scivolosi. So che la cosa non genera in loro la minima tensione o preoccupazione, per me idem, solo mi dispiace un pò, pensavo fossero persone diverse. Pazienza, per quanto mi riguarda e peccato per loro, perché purtroppo non approfittano di tante occasioni per tacere e perché certi approcci evidenziano e confermano un generale profondo decadimento socio-culturale epocale, uno scivolamento in un baratro di convinzioni arcaiche, dannose e inaccettabili.

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