Lavoratori e lavoratrici della Musica (??)
Penso al lavoro che ho fatto per tanti anni e che ancora cerco di portare avanti e come me quasi tutti quelli che conosco che con e nella Musica ci lavorano da decenni.
Sappiamo come funziona questo ambiente, i caratteri variopinti e bizzarri delle parti in causa, le realtà di scuole di musica vere o presunte che sottopagano i loro insegnanti che siccome non guadagnano abbastanza suonando dal vivo, si catapultano da decenni tutti, compreso il sottoscritto, sull'insegnamento privato e, chi ha le carte per farlo, fa domanda presso Conservatori e Scuole Pubbliche, dove c'è un normale stipendio a fine mese con contributi, ferie e cassa malattie, anche se il precariato la fa da padrone pure in ambito pubblico, come si sa.
Sappiamo di gestori dei locali, che sottopagano senza contributi nè rimborsi chilometrici, con i loro problemi veri o presunti che troppo spesso riversano sui musicisti che ospitano o che si offrono di suonare da loro, di contratti solo sulla parola, sappiamo di musicisti che a volte si comportano male, arrivano tardi, sbevazzano e si ingolfano di cibo senza ritegno, pretendono che la loro compagna/compagno/amica/amico non paghi le consumazioni, sappiamo dei live che possono saltare due ore prima senza preavviso e senza rimborso, per qualsiasi ragione.
Sappiamo del lavoro di studio come turnista-session man/woman che è andato via via calando in 30 anni per una serie di ragioni e sappiamo infine dell'aspettativa di una carriera o di successo per più di qualcuno, che si illude di tante cose, sulla base a volte di promesse o impegni e contratti non rispettati e può arrivare a forme gravi di depressione, manie persecutorie e malattie psico-somatiche.
Per queste ragioni, alcune vissute sulla mia pelle, dopo aver mollato almeno un paio di occupazioni stabili con contratti a tempo indeterminato e normalmente remunerate, nel pubblico e nel privato, per dedicarmi full time alla mia più grande passione, mi permetto di sconsigliare caldamente ad un/una giovane di intraprendere la strada del professionismo, perché colma di buche grandi come una piazza, che bisogna imparare ad evitare per non farsi male.
Questo vale per l'Italia, non ho sufficienti esperienze o dati per analisi su come si vive da professionista ad altre latitudini.
Se ce l'avete già tenetevi il vostro lavoro, se vi dà un minimo di continuità e certezza a fine mese o settimana e una pensione "normale" a fine attività.In questo pure si diventa molto abili e scafati, oltre che con il proprio strumento, ammesso e non concesso che ci siano le abilità e il comportamento per potersi definire professionista.
Non basta purtroppo avere una P.I., una laurea triennale o quinquennale, o essere iscritti ad una cooperativa artistica.
Le banche a chi si occupa di arte, musica/teatro/cinema, a meno che tu non sia di alto profilo, mutui e prestiti non ne fanno, ci deve essere qualcuno che fa da garante, con una busta paga, una pensione o un profilo che assicuri solvibilità, anche solo per acquistare un'auto usata o un elettrodomestico, oppure tu che fai solo Musica nella vita, o sei di famiglia ricca o almeno benestante e le risorse, quando ti servono, te le sganciano senza problemi papino e mammina, oppure vai da un usuraio, con le conseguenze note.
La cosa, come si può evincere, è estremamente frustrante, soprattutto quando passi i 40 e magari devi rendere conto non più solo a te stesso.
C'è sempre stata nella storia dei nomi famosi, soprattutto nel Cinema e nella Musica, per chi è riuscito/a ad emergere con grandi numeri, una coincidenza di fatti, luoghi, momento storico e persone che hanno aiutato la cosiddetta carriera.
Il talento o la bella presenza non sono mai bastati a nessuno, neanche la brutta presenza, che a volte può essere pure un tratto distintivo e originale, se ci sono altre qualità evidenti.
Non mi soffermo sul tipo di coincidenza che spesso dovrebbe verificarsi o si verifica, poiché conosco e apprendo ogni tanto ancora cose e storie.... che voi umani.....lasciamo perdere.
C'è chi prende (e dà) ad occhi chiusi e turandosi naso e bocca senza indugio e chi preferisce essere coerente e non sentirsi costretto/a ad alcun tipo di compromesso.
Social e canali vari hanno contribuito ad espandere la platea e le possibilità di far vedere e ascoltare le proprie caratteristiche artistiche, ma non è del tutto un vantaggio e non per tutti.
Tieniti o trovati un lavoro con paga e contratto certi, garantiti a livello nazionale, statale o privato che sia.
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