We're only humans
Più passa il tempo e penso e analizzo la musica del passato, della mia generazione, quella che anagraficamente ho vissuto in diretta e la precedente, più mi rendo conto di quanto siano stati e siano tutt'ora sopravvalutati alcuni gruppi e artisti stelle intoccabili del pop / rock come in qualche caso pure nel jazz. Hanno avuto sicuramente una parte di talento che li ha portati ad essere considerati geni o innovatori. Prima di tutto non è quasi mai stata opera o frutto solo degli artisti in prima persona. Tante volte c'era l'intervento decisivo dei fonici e tecnici di studio con artifizi vari nell'uso di macchine e registratori. A volte la novità consisteva nel posizionare microfoni in maniera fantasiosa e alternativa o nell'inserire strumenti e attrezzature particolari, creando effetti di controfase, di saturazione, modulazione, echi ottenuti con testine e nastro magnetico, inventando così, non consapevolmente, una generazione di "effetti speciali" che ora controlliamo, di cui abusiamo a volte, da software, outboard in rack o da pedalini sotto i piedi di chitarristi e bassisti. Invito ad andarsi a leggere com'è nato l'effetto "flanger" per esempio, intorno al 1968. Tante volte le novità e le soluzioni geniali o risolutive venivano da musicisti esterni, i turnisti di sala pagati con la tariffa sindacale minima, oltre che del produttore/arrangiatore, vedi Clare Torry e il suo solo vocale su Great Gig In The Sky di Waters e soci o il sig Larry Carlton o i Brecker Brothers (Mike e Randy), che hanno fatto la differenza nei dischi degli Steely Dan e di qualche altro migliaio di artisti e gruppi nel trentennio 1970-2000 più o meno. In quell'epoca, '60 e '70, che è stata d'oro solo per chi ha fatto i soldi, a volte immeritatamente, era tutto da scoprire, da provare, persino un peto, un rutto o un sospiro registrati e riprodotti in reverse mode o accentuando il riverbero naturale della sala, avrebbero fatto storia e sensazione tra il 1965 ed il 1975. Basta ascoltare i primissimi dischi dei Gong per esempio o tante cose dei primi Jefferson Airplane o dei Grateful Dead, i primi due "dischi" solisti di Lennon-Yoko Ono o alcuni dischi di cosiddetto free jazz, talmente free da non capirci una mazza nemmeno da parte di chi lo suonava. Tutti costoro erano costantemente strafatti di acidi, eroina e anfetamine, per star svegli e reggere alle loro insicurezze, alle pressioni di managers e pubblico, poi per riuscire a dormire pigliavano a caso manate di sonniferi trangugiati con Gin o Whiskey. Jimi è morto così, per una tragica fatalità. Ha semplicemente preso le pillole sbagliate prima di mettersi a dormire alle luci dell'alba, non c'era alcun complotto. La chiamavano psichedelia o avanguardia allora ed era tutto consentito e legittimato dal flower power, col sesso libero, il 18 politico, il movimento hippie, con quella illusoria aria di libertà totale favorita da sballamento da canne, anfetamine e acidi che aleggiava tra il 1966 ed il 1975 e sembrava dovesse o potesse cambiare pianeta, cultura, costume e genere umano. Nel jazz il problema eroina e cocaina era già vivo e infestante dagli anni 5O, vedi la pessima fine di Charlie Parker e altri. Tutto finito nel nulla e quasi tutti morti per droga, per abusi vari e/o successivamente per aids. Il resto, quelli che hanno avuto meno fortuna nella musica e nelle proteste/sit in o sono diventati relitti umani oppure si son dati una ripulita diventando apprezzati professionisti nel pubblico o nel privato o imprenditori, magari nell'industria delle armi, dopo esser andati in piazza a spaccar vetrine e a colpi di molotov, sbandierando i loro "no alla guerra in Vietnam". Spariti e/o omologati tutti al sistema, con il benessere, le auto, le piscine e tutto il resto. Per tornare alla musica si può serenamente dire che a tanti di questi celebrati e blasonati gruppi e artisti si è rovesciato addosso un oceano e mezzo di fortuna, con situazioni concomitanti assolutamente favorevoli per periodo storico, luogo, svariate sostanze chimiche che alteravano la percezione ed il risultato di tutto quello che facevano con mezzi di registrazione e riproduzione che mascheravano tante colossali carenze. Con i vari remasters/remix tanto in voga, per puro business, perché di questo si tratta, in tanti dischi del passato, ripuliti da rumori, fruscii e ronzii, si riescono a percepire senza troppa fatica a volte errori imbarazzanti, problemi di intonazione, di timing, tagli vergognosi e tecnica strumentale approssimativa. Ho scoperto di recente che tante linee di basso sui brani dei P. Floyd le registrava Gilmour, non Waters, tanto per dirne una. Bisogna riportare al normale livello terra tante di queste stars, i vivi e i morti. Ci sono ragazzi tra i 16 e i 30 anni adesso che hanno tecnica, studio e competenze musicali da paura. Magari mancherà loro esperienza o repertorio, solo per questioni anagrafiche, magari a volte manca loro un po' di umiltà, ma hanno il tempo dalla loro parte e oggi non è certo più facile di ieri emergere, c'è molta più concorrenza e competenza. A parte tanta spazzatura pseudo musicale che ci avvolge e circonda, bisogna prendere atto della realtà e piantarla di mitizzare gente di 70-80-90 anni che in larga parte ha avuto tanta tanta fortuna ed è vissuta di rendita 40-50-60 anni magari solo per un disco o un brano o perché si è impestata di alcol e droghe andandosene prima dei 30 anni o uscendone eroicamente pubblicando libri, dischi e concerti celebrativi sulla rinascita. Poi ci sono esempi virtuosi come Clapton, uno dei miracolati sopravvissuti, che ha investito e donato molto denaro creando nelle Antille un centro per curare le dipendenze e organizzando da molti anni il Crossroads Festival o mettendo all'asta chitarre per la raccolta fondi che vanno a finanziare la struttura sanitaria. Cosi come ha fatto D. Gilmour sostenendo Emergency. M. Jackson o F. Sinatra hanno donato moltissimo in beneficenza, così come Harrison e McCartney e altri/altre. Lo trovo lodevole e anche doveroso da parte di chi ha avuto molto più di quanto sognava e forse meritava dal proprio lavoro e che neanche sa quanto denaro gli entra ogni ora anche senza far nulla, tra royalties, diritti, sponsorizzazioni e tutto l'indotto. Non voglio attirarmi strali dai nostalgici irriducibili che comprano l'ennesima versione in deluxe box di "Dark Side Of The Moon" o di "Are you experienced", di "Slowhand" "Abbey Road" o "The River" a 250 bombe a uscita, ma credo che iniziative così vadano proprio boicottate, non è etico, non è giusto, è solo intollerabile che dopo 50 anni tu artista e tu casa discografica vi permettiate di chiedere cifre del genere, speculando su ogni frammento di inutile "inedito" ripescato e ripulito da impolverate bobine in ancor più impolverati scaffali. Non vi compro più, semplice, non ne ho bisogno e non posso permettermelo e ritengo che abbiate già dato il meglio che potevate nei vostri anni migliori. Il termine "genio" a volte l'ho usato pure io impropriamente, bisogna stare attenti alle parole. Syd Barrett non era un genio, era un povero intossicato depresso fulminato da etti di Lsd che si sparava in bocca come lupini o arachidi, con qualche buona idea messa in pratica da chi era semplicemente piu lucido di lui. Basta mitizzare 'sta gente e bisognerebbe anche piantarla di andare a concerti dove questi dinosauri chiedono 100 euro per stare in piedi o seduti su gradini di pietra, sotto il sole. Non c'è niente di leggendario né di piacevole, è solo business che continua e che viene perpetuato anche chi parte per fare 200 km o più e spenderne tre volte tanto per due ore di memorie ingiallite, per farsi scendere la lacrima con i vari selfies, magari vedendo la metà o l'ombra del gruppo o del personaggio di una volta, quello o quella rimasti forever young nella nostra memoria, pure sfiatati o palesemente incapaci di gestire lo strumento, circondati di solito da bravi e preparati musicisti che devono tappare buchi, dimenticanze e carenze. Se poi per tanta gente ancora è sufficiente il fatto che i loro eroi li fanno cantare, agitare le braccine e accendere le lucine dello smartphone o gli accendini, de gustibus. Lo scrivente qui ha deciso da anni di non buttare più soldi per partecipare a queste maratone/carrozzoni per pensionati, con tutto il rispetto per l'età alla quale forse avrò il privilegio o la fortuna o la sfortuna di arrivare. Saprò dire più avanti.
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