Se ti chiamo "Fratello"
Sono nato e cresciuto in un mondo diverso, un mondo che non riconosco più, nel quale esisto ancora, mio malgrado forse, cercando di mantenere una dignitosa sopravvivenza, senza condividerne più i principi base né della maledetta sopravvivenza, né tantomeno della convivenza con i miei simili, dei quali solo una minima parte purtroppo è dotata di coscienza, senso di responsabilità, normale educazione, attitudine ai rapporti umani e al rispetto vero per le cose del Creato, come sostiene chi è più dentro di me in cose religiose.
Sono un essere umano e son pieno di difetti.
Da un certo punto della vita in poi ho cercato e cerco di limarli e di buttarmi dietro le spalle le cose che fanno e hanno fatto male, cercando soprattutto di non far più male io ad altri.
Non so se ci riesco con continuità.
Ciò che proprio che non tollero più sono l'arroganza, la violenza gratuita, l'aggressività, il prevaricare il prossimo, lo sfruttamento, il doppiogiochismo, l'ego invadente ed invasivo, il delirio di onnipotenza a qualsiasi livello, che denotano aridità mentale.
Il fatto che io non tolleri tutte 'ste cose ovviamente non sforbicia di una virgola l'andamento generale ed è un peccato, perché se il 99% degli umani non le tollerassero più veramente, questo pianeta sarebbe in mani migliori e ne saremmo più degni tutti, tranne quell' 1%, che sarebbe facilmente controllabile, eliminabile o quasi sostenibile.
Se non fosse troppo ovvio direi anche di non tollerare e non comprendere la follia umana che porta a quello che stiamo vivendo in questi anni, che assomiglia un pò troppo e sempre più a quanto hanno vissuto i nostri genitori, nonni, bisnonni, avi 80-100, 200, 300, 500, 1000, 2000 anni fa......e oltre.
Molti sostengono che il genere umano è sempre lo stesso, con o senza avanzata tecnologia e progresso.
Io credo invece che sia notevolmente peggiorato negli ultimi 150 anni, un'inezia rispetto al tempo cosmico, un grande passo, avrebbe dovuto e potuto essere, per l'Umanità, qui sul nostro Pianeta, oltre che sul nostro vicino satellite.
Sono le ragioni per cui mi sto tenendo strette poche persone in cui credo, sulle quali so di poter contare e loro su di me, finché sto qui.
Sono le ragioni per cui quando chiamo qualcuno, fuori dalla mia cerchia familiare, "fratello", quando dico a qualcuno/a "ti voglio bene", mi viene naturale con alcune persone, lo sento e lo vivo come tale, come parte della mia famiglia non convivente.
Penso che tutti, proprio tutti abbiamo bisogno di affetto sincero, normalità, naturalezza nei rapporti e dovremmo sempre avere davanti l'immagine dell'acqua limpida e pulita di un ruscello di montagna, bagnarci il viso con quell'elemento vitale e rigenerante che è l'acqua, ascoltare quel rumore, guardare e osservare. Dovremmo tornare a commuoverci per il silenzio, il vento tra i rami o su un pezzo di mare, lo scorrere delle nuvole e per tutto quello che ancora ci offre la Natura, di cui siamo parte e che stiamo offendendo in maniera brutale, senza senso alcuno, perché è come violentarci da soli, come commettere un lento suicidio.
With a little help from your friend, from my friends, for my friends and beloved ones.
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